4 ottobre: come gli umani guardano gli animali
Il 4 ottobre si celebra la Giornata Mondiale degli Animali — istituita nel 1931 a Firenze, in occasione di un convegno internazionale di ecologi, per richiamare l’attenzione sulla condizione degli animali nel mondo. Una data che ogni anno invita a riflettere sul rapporto tra gli esseri umani e le altre specie con cui condividiamo il pianeta.

Ma c’è una domanda che precede quella della convivenza — più sottile, più radicata nella cultura: come guardiamo gli animali? Cosa vediamo, quando incrociamo lo sguardo di un cane, di un delfino, di un corvo? E cosa diciamo di noi stessi, nel modo in cui li rappresentiamo, li nominiamo, li trasformiamo in simboli?
Musi, code e pinne negli occhi degli umani, curato da Isabella D’Isola e pubblicato da CISU, esplora esattamente questo territorio. Il volume indaga le modalità con cui l’essere umano guarda, rappresenta e interpreta l’alterità animale — attraverso contributi interdisciplinari che spaziano dall’antropologia alla filosofia agli studi culturali. Simboli, immagini, narrazioni: tutto quello che gli umani hanno costruito intorno agli animali rivela qualcosa di fondamentale su come pensano se stessi, su dove tracciano i confini tra il proprio mondo e quello degli altri viventi.
Un libro che non parla solo di animali. Parla di noi — di come siamo fatti, di come vediamo, di cosa proiettiamo su musi, code e pinne.
Isabella D’Isola (a cura di), Musi, code e pinne negli occhi degli umani, 2024, p. 128, € 14,00.
