
20 luglio 1969: quando l’uomo cambiò la sua immagine del mondo
Il 20 luglio 1969 Neil Armstrong posò il piede sulla Luna. Fu un momento che cambiò tutto — non solo la storia della tecnologia e della scienza, ma qualcosa di più profondo: il modo in cui l’essere umano si immagina nel cosmo, la sua idea di dove si trova e cosa lo circonda. In una parola, la sua imago mundi.
Da Aristotele a Newton, da Copernico a Einstein, ogni grande svolta scientifica ha ridisegnato questa immagine. L’uomo non è rimasto al centro dell’universo — lo ha scoperto piano piano, con fatica, spesso contro le proprie certezze. E ogni volta che la rappresentazione del mondo è cambiata, è cambiato anche qualcosa nel modo in cui l’uomo pensa a sé stesso.

È questo il percorso affascinante che Mario Grilli ricostruisce in Imago mundi, pubblicato da CISU. Il volume attraversa duemila anni di storia del pensiero scientifico e filosofico per rispondere a domande che sembrano eterne: com’è fatto il mondo che ci circonda? In base a quali leggi funziona? Com’è evoluto l’universo e la vita in esso? Quale posto occupa l’uomo in tutto questo? Dalla cosmologia aristotelica alle scoperte della fisica contemporanea, Grilli traccia una mappa del modo in cui l’umanità ha cercato — e continua a cercare — di capire il proprio posto nell’universo.
Lo sbarco sulla Luna, in questo senso, non è solo un traguardo tecnologico. È l’ultimo grande salto di una storia lunghissima: quella di una specie che da sempre guarda il cielo e si chiede cosa ci sia lassù — e che il 20 luglio 1969 ha trovato il coraggio di andarci a guardare da vicino.
Mario Grilli, Imago mundi. Rappresentazione del mondo da Aristotele ai nostri giorni, CISU, 2008.
