
Il Mandela Day e le donne africane: quando l’autonomia si costruisce dal basso
Il 18 luglio le Nazioni Unite celebrano il Mandela Day, la giornata internazionale dedicata a Nelson Mandela e ai valori che ha incarnato per tutta la vita: giustizia sociale, dignità umana, capacità di trasformare le condizioni più difficili in opportunità di riscatto collettivo. Non è una ricorrenza nostalgica — è un invito a guardare all’Africa di oggi con gli stessi occhi con cui Mandela guardava al futuro.

Uno sguardo che Parenañu di Diye Ndiaye, pubblicato da CISU nella collana Etnografia sperimentale, aiuta a mettere a fuoco. Il titolo — che in lingua wolof significa “Siamo pronte” — è già un manifesto. Il libro è un’etnografia delle donne senegalesi che lavorano nel settore della trasformazione e commercializzazione del pescato a Dakar: donne che si organizzano, che costruiscono reti di solidarietà, che gestiscono risorse economiche e relazioni sociali in un contesto urbano complesso e in continua trasformazione.
Ciò che rende questo libro prezioso non è solo il tema — l’economia informale, il lavoro femminile, l’organizzazione dal basso — ma la prospettiva da cui è scritto. Diye Ndiaye è senegalese: non uno sguardo esterno che osserva l’Africa, ma una voce africana che racconta sé stessa, la propria comunità, le proprie donne. Un’antropologia che nasce dall’interno, con tutta la profondità e la sfumatura che solo l’appartenenza può dare.
Nel giorno in cui il mondo ricorda Mandela, Parenañu ricorda che la dignità non si aspetta — si costruisce ogni giorno, nei mercati di Dakar come ovunque.
Diye Ndiaye, Parenañu. Donne senegalesi nella filiera del pescato a Dakar, CISU
