Gentrification ed etnografia urbana nei rioni di Roma
Con la chiusura delle scuole — tra martedì 10 e mercoledì 11 giugno la campanella suona per gli ultimi istituti ancora aperti — le nostre città cambiano pelle. I centri storici si svuotano della popolazione studentesca e si riempiono di turisti; i quartieri periferici rallentano e ridefiniscono i propri ritmi. È un cambiamento stagionale che si ripete ogni anno, eppure ogni anno rivela qualcosa di diverso: chi abita davvero la città? Chi la attraversa e chi la possiede?
Queste domande stanno al cuore di uno dei fenomeni più discussi dell’urbanistica contemporanea: la gentrification. Il termine descrive la trasformazione di quartieri storicamente popolari in aree di pregio, con il conseguente aumento del costo della vita e l’allontanamento dei residenti storici. Ma la gentrification non è solo una questione immobiliare: è prima di tutto una mutazione sociale e culturale, che si può capire davvero soltanto scendendo in strada, parlando con le persone, osservando i luoghi nel tempo. È il lavoro dell’etnografia urbana.
Federico Scarpelli è uno dei ricercatori italiani che questo lavoro lo ha fatto sul serio, e CISU ne raccoglie i risultati in due volumi preziosi.
Centro storico. Senso dei luoghi. Gentrification. Antropologia nei rioni di Roma
Il centro di Roma sta scomparendo o si sta reinventando? Scarpelli analizza le trasformazioni di rioni storici come l’Esquilino e Trastevere attraverso la lente dell’antropologia, lontano dai grandi modelli teorici e vicino alla concretezza dei vissuti. Il volume esplora il “senso dei luoghi” tra flussi turistici, migrazioni e la ricerca di un’autenticità che rischia di diventare paradossale: più un quartiere viene celebrato come “autentico”, più si trasforma in qualcosa di diverso da quello che era.
Il rione incompiuto. Antropologia urbana dell’Esquilino
Prima ancora di parlare di gentrification, Scarpelli aveva già posato il suo sguardo sull’Esquilino: uno dei rioni più complessi e vitali di Roma, laboratorio della coabitazione multiculturale e al tempo stesso territorio in bilico tra identità storica e futuro multietnico. Frutto di una ricerca condotta dall’associazione Anthropolis, il volume dà voce ai residenti e analizza come percepiscono i cambiamenti, l’immigrazione e la vivacità — o il presunto degrado — del loro quartiere. Un’opera fondamentale per capire come si costruisce (e si distrugge) il senso di appartenenza a un luogo.
Letti insieme, i due volumi di Scarpelli offrono una mappa etnografica di Roma che va ben oltre la cartografia: raccontano chi vive la città, chi la subisce e chi, ogni estate, la attraversa senza davvero conoscerla.
Entrambi i volumi sono disponibili nel catalogo CISU. 👉 [Scopri i titoli di Antropologia urbana su cisu.it]


