28 settembre: il diritto all’informazione e il mito della zingara rapitrice
Il 28 settembre le Nazioni Unite celebrano la Giornata Mondiale per il Diritto all’Informazione. Una ricorrenza che nasce da un principio semplice e fondamentale: i cittadini hanno il diritto di accedere a informazioni corrette, verificate, libere dal pregiudizio e dalla manipolazione. Un principio che vale per i grandi temi della politica internazionale — e vale ugualmente per le storie che circolano ogni giorno nella cronaca locale, nei social network, nel passaparola quotidiano.
Perché le false notizie non nascono sempre in laboratori sofisticati di disinformazione. Nascono spesso da paure antiche, da stereotipi consolidati, da pregiudizi talmente radicati nella cultura popolare da sembrare ovvietà. E quando queste false notizie diventano denunce, e le denunce diventano processi, e i processi diventano sentenze, il danno è incalcolabile — per le persone coinvolte, per le comunità accusate, per la giustizia stessa.

È esattamente questo il caso che Sabrina Tosi Cambini analizza in La zingara rapitrice. Racconti, denunce, sentenze (1986-2007), pubblicato da CISU nella collana Romanes. Il volume — giunto alla seconda edizione riveduta e ampliata — esamina con rigore scientifico il mito del furto di bambini da parte delle popolazioni zingare, uno degli stereotipi antiziganisti più duri a morire nella cultura italiana ed europea. Tosi Cambini ha analizzato sistematicamente racconti di cronaca, denunce formali e sentenze emesse in Italia in un arco di oltre vent’anni — e la conclusione è inequivocabile: non esistono prove oggettive di alcun caso di furto di bambini da parte di Rom o Sinti. Il mito non corrisponde ad alcuna realtà documentabile. È un costrutto del pregiudizio, alimentato dalla paura e perpetuato dalla superficialità dell’informazione.
Eppure questo mito ha prodotto effetti reali e devastanti: denunce, processi, sgomberi, separazioni forzate di famiglie, stigmatizzazione di intere comunità. L’informazione distorta non è mai innocua — quando si cristallizza in procedimenti giuridici, diventa strumento di persecuzione.
Nel giorno dedicato al diritto all’informazione, La zingara rapitrice ricorda che informarsi bene non è un lusso intellettuale — è un atto di giustizia.
Sabrina Tosi Cambini, La zingara rapitrice. Racconti, denunce, sentenze (1986-2007), collana Romanes, 2015, seconda edizione riveduta e ampliata, p. 176, € 15,00.
