
C’è un momento, nella vita di una disciplina, in cui tornare indietro è il modo più onesto di andare avanti. È da questa idea che nasce Lignaggi, la nuova collana di antropologia diretta dal prof. Lorenzo D’Angelo (Sapienza Università di Roma), che CISU inaugura con la convinzione di chi crede in un progetto a lungo termine.
Il nome non è casuale. Un lignaggio è una linea di discendenza che si riconosce guardando indietro, ma che vive solo proiettandosi in avanti: esattamente il movimento che la collana propone all’antropologia italiana. Non un’operazione nostalgica, ma un esercizio di genealogia intellettuale — sapere da dove viene un’idea per capire dove può ancora portare.
Tre sotto-collane, tre tempi della disciplina
La struttura di Lignaggi si articola in tre spazi distinti e complementari:
- Antenati — la riedizione di testi “dimenticati” ma fondativi, per restituire alla comunità scientifica e ai lettori opere che hanno costruito il pensiero antropologico contemporaneo senza essere più, da tempo, facilmente reperibili.
- Cronache — contributi recenti che scelgono comunque di dialogare apertamente con la tradizione e la storia della disciplina, rifiutando l’idea che il nuovo debba per forza tagliare i ponti con chi è venuto prima.
- Intersezioni — uno spazio per chi guarda al presente — alle sue urgenze, alle sue domande inedite — con il rigore di chi i classici li ha letti, non solo citati.
Si comincia dagli Antenati
Le prime due uscite, entrambe nella sezione Antenati, non potevano essere scelte meglio per dichiarare un’intenzione.
A settembre probabilmente sarà pronto La tromba suonerà. I culti millenaristici della Melanesia di Peter Worsley, uno dei testi che ha cambiato il modo di guardare ai movimenti cargo: non più curiosità etnografica isolata, ma risposta politica e simbolica di società coloniali messe sotto pressione. Un libro che ha insegnato a leggere il sacro come linguaggio della protesta.
A novembre seguirà Maiali per gli antenati di Roy Rappaport, pietra angolare dell’antropologia ecologica. Lo studio sul popolo Tsembaga Maring della Nuova Guinea — sul modo in cui i cicli rituali di allevamento e sacrificio dei maiali regolano gli equilibri tra uomini, ambiente e guerra — resta uno degli esempi più eleganti di come l’antropologia possa parlare di ecologia prima ancora che il termine diventasse di moda.
Due classici, due modi diversi di mostrare la stessa cosa: che le grandi domande dell’antropologia — il potere, il sacro, l’ambiente, la sopravvivenza dei gruppi umani — non sono mai davvero datate.
Una scommessa editoriale
Con Lignaggi, CISU non propone semplicemente nuovi titoli, ma un criterio: che la ricerca contemporanea — quella delle sezioni Cronache e Intersezioni — trovi più forza se non recide il filo con chi ha posto le domande fondative. Una collana pensata per chi studia l’antropologia, ma anche per chi la insegna e vuole tornare alle fonti senza accontentarsi dei riassunti.
Le prossime uscite, i nuovi titoli e gli aggiornamenti sulla collana saranno pubblicati sulla pagina Le novità e sui canali social CISU.
