2 agosto: la memoria che l’Europa stenta a fare

Nella notte tra il 2 e il 3 agosto 1944, le SS irruppero nello Zigeunerlager di Auschwitz-Birkenau — il campo degli zingari — e sterminarono le ultime famiglie rom rimaste. Circa 2.900 persone, in una sola notte. Fu l’atto finale di un genocidio che aveva già cancellato dalla faccia della terra oltre 500.000 Rom e Sinti in tutta Europa occupata dal nazismo. Un genocidio che ha un nome nella lingua romanì: Porrajmos — letteralmente, “il divoramento”.
Ogni anno il 2 agosto l’Europa è chiamata a ricordare. Ma ricordare, in questo caso, significa anche fare i conti con un silenzio lungo e imbarazzante: il Porrajmos è rimasto per decenni ai margini della memoria collettiva europea, assente dai libri di storia, ignorato dalle istituzioni, sconosciuto ai più. Un oblio che non è casuale — è il prolungamento, in tempo di pace, di quella stessa marginalizzazione che ha reso possibile lo sterminio.
Luca Bravi, storico e ricercatore tra i più autorevoli in Italia sulle vicende dei Rom e Sinti, ha dedicato a questa storia due volumi pubblicati da CISU nella collana Romanes.
Altre tracce sul sentiero per Auschwitz ricostruisce il genocidio dei Rom sotto il Terzo Reich con rigore storico e profondità documentaria. Bravi segue le tracce di uno sterminio sistematico, pianificato, eseguito con la stessa macchina amministrativa e la stessa logica razziale che ha prodotto la Shoah — ma che ha ricevuto, nel dopoguerra, un riconoscimento ufficiale incomparabilmente minore. Il libro denuncia questo silenzio istituzionale e restituisce alle vittime la dignità di una memoria nominata.
Rom e non zingari risale invece alle radici italiane della persecuzione, ricostruendo le vicende storiche e le pratiche rieducative messe in atto dal regime fascista nei confronti delle comunità romanès. Bravi mostra come il pregiudizio secolare nei confronti dei Rom si sia trasformato, sotto il fascismo, in politica di Stato: schedature, internamenti, tentativi di “normalizzazione” forzata. Un percorso che, in Italia come in Germania, ha preparato il terreno alla persecuzione sistematica.
I due libri si leggono insieme, e insieme raccontano un arco che va dall’Italia fascista fino ad Auschwitz — passando per quella zona grigia in cui il pregiudizio diventa legge, e la legge diventa sterminio.
Il 2 agosto è una data che merita di essere conosciuta. E una memoria che merita di essere fatta, con la stessa serietà e la stessa determinazione con cui l’Europa ha imparato — non senza fatica — a ricordare gli altri crimini del Novecento.
Luca Bravi, Altre tracce sul sentiero per Auschwitz. Il genocidio dei Rom sotto il Terzo Reich, CISU, 2002, pp. 176, € 18,00.
Luca Bravi, Rom e non zingari. Vicende storiche e pratiche rieducative sotto il regime fascista, CISU, 2022 (seconda ristampa), pp. 96, € 6,00.
