31 ottobre: la città incompiuta. Antropologia urbana dell’Esquilino
Il 31 ottobre le Nazioni Unite celebrano la Giornata Mondiale delle Città — un’occasione per riflettere su come le città stiano cambiando, su chi le abita, su come si negozia la convivenza tra storie, culture e identità diverse nello stesso spazio urbano. Una ricorrenza che riguarda tutti, perché oggi più della metà della popolazione mondiale vive in città — e la percentuale cresce ogni anno.

Roma è una di queste città. Una capitale che porta su di sé millenni di storia e che al tempo stesso si trasforma, quartiere per quartiere, in qualcosa di nuovo e non ancora definito. Nessun rione incarna questa trasformazione meglio dell’Esquilino — il quartiere attorno alla stazione Termini, storicamente multietnico, oggi uno dei laboratori più vivaci e più complessi della coabitazione multiculturale nella capitale.
Il rione incompiuto. Antropologia urbana dell’Esquilino, curato da Federico Scarpelli e pubblicato da CISU nella collana Il mestiere dell’antropologo, nasce da una ricerca condotta dall’associazione Anthropolis sul campo, tra i residenti, i commercianti, i passanti di uno dei rioni più densi e più discussi di Roma. Il volume analizza come gli abitanti percepiscono i cambiamenti del quartiere — l’immigrazione, la vivacità sociale, i timori legati al degrado, la convivenza quotidiana tra culture diverse — restituendo un ritratto che sfugge alle semplificazioni tanto della retorica multiculturalista quanto di quella securitaria. L’Esquilino non è né il paradiso della diversità né il ghetto che qualcuno vorrebbe descrivere: è un rione incompiuto, in bilico tra un’identità storica e un futuro ancora da scrivere.
Il titolo dice tutto: incompiuto non è un difetto — è una condizione. La condizione di tutte le città che crescono, che cambiano, che non smettono di sorprendersi.
Federico Scarpelli (a cura di), Il rione incompiuto. Antropologia urbana dell’Esquilino, collana Il mestiere dell’antropologo, 2009, p. 348, € 22,00.
