13 ottobre: i disastri non cadono dal cielo — L’Aquila e la memoria interrotta
Il 13 ottobre le Nazioni Unite celebrano la Giornata Internazionale per la Riduzione dei Disastri Naturali — istituita nel 1989 per promuovere una cultura della prevenzione e della consapevolezza del rischio. Una ricorrenza che in Italia suona con una risonanza particolare: il nostro paese è tra i più esposti al rischio sismico in Europa, eppure continua a fare i conti con una memoria corta e una prevenzione insufficiente.
IIl 6 aprile 2009 alle 3:32 di notte, L’Aquila fu colpita da un terremoto di magnitudo 6.3. Morirono 309 persone. Il centro storico di una delle più belle città d’Italia fu distrutto. Quella notte non fu solo una catastrofe naturale — fu il risultato di decenni di rimozione del rischio sismico, di costruzioni inadeguate, di una memoria storica interrotta. Perché L’Aquila era già stata devastata dai terremoti in passato — nel 1461, nel 1703 — e ogni volta aveva ricostruito dimenticando.

È questa memoria interrotta che Anna Maria Reggiani analizza in L’Aquila. Una storia interrotta. Fragilità delle architetture e rimozione del sisma, pubblicato da CISU nella collana Il mestiere dell’antropologo. Il volume ricostruisce il rapporto tra L’Aquila e la sismicità attraverso la storia, l’antropologia e l’analisi del territorio: come si è costruito nel tempo, come si è dimenticato il rischio, come la consapevolezza dell’ambiente antropizzato e l’informazione costante siano le uniche vere armi contro la fragilità strutturale e sociale delle nostre città. Il terremoto, scrive Reggiani, non colpisce “a caso” — colpisce dove la memoria è stata interrotta.
Quest’anno L’Aquila è Capitale Italiana della Cultura 2026 — un riconoscimento straordinario per una città che ha saputo rialzarsi senza smettere di fare i conti con la propria storia. È il momento giusto per rileggere quella storia con gli occhi dell’antropologia.
Anna Maria Reggiani, L’Aquila. Una storia interrotta. Fragilità delle architetture e rimozione del sisma, collana Il mestiere dell’antropologo, 2012, p. 224, € 16,00.
