4 luglio. L’America che non sfilò
Il 4 luglio 1776 tredici colonie britanniche dichiararono la propria indipendenza e diedero vita a una nazione nuova. Ogni anno, in quella data, gli Stati Uniti celebrano se stessi con fuochi d’artificio, parate e discorsi sulla libertà. È una festa che il mondo intero conosce — e che da fuori si guarda con un misto di ammirazione e qualche domanda rimasta senza risposta.

Una di queste domande riguarda chi, in quella nazione nata libera, libero non era. Gli africani deportati come schiavi, i loro discendenti, le comunità nere che per secoli hanno costruito l’America restando ai margini della sua narrazione ufficiale: la loro storia è parte integrante degli Stati Uniti, ma raramente occupa il centro della scena — nemmeno il 4 luglio.
Black Inc. di Elvira Stefania Tiberini, pubblicato da CISU nella collana Ethnografie americane, offre uno sguardo antropologico su questa America altra. Il volume ricostruisce l’affermazione della cultura black nel Nuovo Mondo — dal middle passage ai sistemi familiari, dai movimenti per i diritti civili ai Black Studies, fino al cinema nero americano — attraverso il filo del métissage e dell’ibridazione culturale. Un’America plurale, complessa, irriducibile a una sola bandiera e a un solo inno.
Buon 4 luglio — a tutti.
