Terapia forestale e agricoltura sociale

Il 5 maggio 2026, nel Parco Nazionale della Sila (CS), il CNR inaugura il Sentiero “della Foresta Incantata” a Montescuro (Celico): un percorso ufficialmente qualificato come stazione di Terapia Forestale, pensato per valorizzare il potere rigenerativo del bosco sulla salute fisica e mentale. L’iniziativa coinvolge CNR-ISAFOM, CNR-IBE, il CAI di Cosenza e l’Unione Italiana Ciechi, e si fonda su anni di ricerca sul campo: purezza dell’aria, concentrazione di monoterpeni bioattivi, infrastrutture di accoglienza inclusive.
È un’occasione per tornare su una domanda che l’antropologia pone da tempo: cosa significa davvero prendersi cura?
A questa domanda risponde La campagna che cura (a cura di Fiorella Giacalone, CISU), volume che esplora l’agricoltura sociale come pratica di cura radicata nel territorio. Nata dall’incontro tra servizi socio-sanitari, imprese agricole e cooperative, l’agricoltura sociale offre strumenti concreti di riabilitazione e inclusione — per utenti psichiatrici, migranti, donne che hanno vissuto situazioni di violenza — fondati sul “prendersi cura” di piante e animali in un rapporto di stretta interdipendenza ambientale. Il volume raccoglie i risultati della ricerca Agri Social Network (Umbria, 2020–2023) e rilegge attraverso la prospettiva antropologica il concetto di cura: non semplice erogazione di servizi, ma pratica etica, relazionale, situata nel paesaggio.
Dalla Sila all’Umbria, l’idea è la stessa: la natura non è sfondo, è parte attiva del processo terapeutico.
👉 La campagna che cura è disponibile su cisu.it