Francesca Fabbri è co-direttrice, insieme ad Alfonsina Russo e Luisa Caporossi, della collana e serie di mostre “Tessere la speranza”, dedicata al culto della Madonna vestita e promossa dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale.
Tra le sue curatele principali, tutte edite da Gangemi Editore: Tessere la speranza. Il culto della Madonna vestita lungo le vie del Giubileo (Roma, Palazzo Patrizi Clementi, 2016); Tessere la speranza. Il culto della Madonna di Loreto (Arpino, Palazzo Boncompagni, 2017); Tessere la Speranza. Le preziose vesti dalle Madonne Addolorate del Lazio a Santa María de la Esperanza Macarena di Siviglia (Sora, Museo Civico della Media Valle del Liri, 2017); Tessere la speranza. Dal culto della Vergine del Rosario al restauro della Madonna della cintura di Gaeta (Gaeta, Museo diocesano e della religiosità dei Monti Aurunci, 2017); Tessere la speranza. Le vesti celesti in Aracoeli (Roma, Basilica di S. Maria in Aracoeli, 2018); Tessere la Speranza. Il culto della Madonna delle Grazie (Capranica, Chiesa di San Francesco, 2018).
Per CISU ha curato, insieme a Elisabetta Silvestrini e Alessandro Simonicca, Etnografie di materiali e pratiche rituali. Le statue “da vestire” dell’area metropolitana di Roma (2022), che raccoglie gli esiti della ricerca sul campo condotta nell’ambito dello stesso filone di studi sui simulacri polimaterici e la pietà popolare contemporanea.
Il libro di Francesca Fabbri
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