Alberto Mario Cirese è stato uno dei più importanti antropologi italiani del Novecento e figura centrale negli studi demo‑etno‑antropologici in Italia. Nato ad Avezzano nel 1921, ha dedicato la sua vita alla ricerca scientifica, collaborando con giganti del pensiero come Ernesto de Martino.
La carriera accademica e la Scuola di Cagliari
Cirese ha svolto un ruolo fondamentale nella costituzione della Scuola antropologica di Cagliari, promuovendo un gruppo di ricerca che ha formato nuove generazioni di studiosi. Ha contribuito in modo determinante allo sviluppo della demologia, una disciplina capace di integrare folklore, etnologia e antropologia.
Ha insegnato Storia delle tradizioni popolari e Antropologia culturale presso le Università di Cagliari (1957-1971), Siena (1971-1973) e Roma “La Sapienza” (1973-1992), dove è stato coordinatore del primo dottorato in Scienze etnoantropologiche e, successivamente, professore emerito.
Le opere e la teoria antropologica
La sua vasta produzione scientifica spazia dallo studio dei patrimoni culturali alla museografia. Tra le sue opere fondamentali pubblicate e curate nel catalogo CISU, spicca Segnicità, fabrilità, procreazione, un volume cruciale sulla logica delle forme del fare e del dire. Per il CISU ha progettato la collana DEA Materiale studi Demo-Etno-Antropologici, una matrice culturale da cui hanno tratto origine numerose altre collane della casa editrice.
Eredità intellettuale
Nel 2004 ha ricevuto il Premio MuseoFrontiera come riconoscimento per il suo immenso contributo alla museografia delle tradizioni popolari. Ancora oggi, la sua eredità intellettuale guida gli studi antropologici contemporanei. Molte delle sue idee sono raccolte e discusse in volumi commemorativi e studi critici pubblicati da CISU Editore.
Il libro di Alberto Mario Cirese

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