Napoli, i suoi colori e le sue sorprese. Il Maggio dei Monumenti 2026 e una città che non smette di stupire
Ogni anno il Maggio dei Monumenti trasforma Napoli in un palcoscenico aperto. L’edizione 2026 — la 32ª — ha scelto come tema I colori di Napoli, ispirato a un verso di Matilde Serao: un invito a esplorare l’identità di una città che non si lascia mai ridurre a un’unica tinta.
L’antropologia lo sa bene: le identità urbane sono sempre plurali, in movimento, spesso sorprendenti. E Napoli ne è la dimostrazione più vivace. Lo racconta con precisione etnografica Mamme italiane e bambini cinesi di Anna M. Musilli (CISU, collana Etnografia sperimentale): nei paesi vesuviani, donne campane e famiglie cinesi hanno costruito insieme un sistema informale di affido dei bambini, ribaltando ogni aspettativa sull’integrazione. Non un progetto istituzionale, ma fiducia quotidiana tra vicini — una solidarietà tra margini che ha prodotto qualcosa di inatteso e autentico.
Il Maggio dei Monumenti apre porte e racconta storie. Ma la Napoli più sorprendente è spesso quella che si costruisce ogni giorno, lontano dai monumenti — e che solo lo sguardo etnografico sa davvero vedere.
Mamme italiane e bambini cinesi è disponibile nel catalogo CISU, collana Etnografia sperimentale.

