Al via alla Sapienza la II edizione del corso in “Lingua e Cutura Romanì”
Roma si conferma centro di approfondimento e inclusione: ha preso il via lo scorso 4 marzo, presso la Città Universitaria, la seconda edizione del corso universitario dedicato alla Lingua e Cultura Romanì. Un percorso multidisciplinare nato per squarciare il velo di pregiudizi che ancora oggi circonda le popolazioni romanès, offrendo strumenti critici e storici per comprenderne la reale complessità.
Un ponte tra accademia e diritti civili
Il corso non è solo un esercizio teorico, ma un’iniziativa di antropologia pubblica e impegno sociale. Frutto della collaborazione tra l’UCRI (Unione delle Comunità Romanì in Italia) e i dipartimenti Sapienza SEAI e SARAS, il programma affronta temi cruciali: dalla grammatica della lingua romanì alla memoria del Samudaripen (lo sterminio nazifascista), fino alle moderne lotte per i diritti civili e il contrasto alla romfobia.
“L’iniziativa punta a sensibilizzare la cittadinanza su un tema di enorme rilevanza, contribuendo a smantellare stereotipi e promuovere una cultura del rispetto.”
Docenti e Metodologia
A guidare le lezioni è il Prof. Santino Spinelli, figura di riferimento internazionale per la cultura romanì, affiancato dai professori Stefano Tedeschi, Angela Tarantino e dalla dott.ssa Bernadette Fraioli. Il corso (24 ore totali) è aperto non solo agli studenti, ma anche a operatori del settore, mediatori culturali e a chiunque voglia approfondire le sfide dell’inclusione oggi.
Appuntamenti e Informazioni Pratiche
Il corso si tiene ogni mercoledì alle ore 18:00 (fino al 22 maggio) presso l’Aula 205 dell’Edificio Marco Polo (Circonvallazione Tiburtina 4, Roma).
Da non perdere l’evento speciale in occasione dell’International Roma Day:
- Conferenza-Concerto: “I Rom, la lingua e la musica: patrimoni vulnerabili”
- Quando: 14 aprile, ore 17:00 – 20:00
- Dove: Nuovo Teatro Ateneo (Piazzale Aldo Moro 5)
