
Un dialogo necessario
Ogni anno il 7 luglio le Nazioni Unite celebrano la Giornata Mondiale della Lingua Kiswahili — una delle oltre cento ricorrenze con cui l’ONU richiama l’attenzione del mondo su temi di rilevanza globale. Cultura, lingua, patrimonio immateriale: sono esattamente i campi in cui l’antropologia e le grandi organizzazioni internazionali si incontrano, e qualche volta si scontrano.

È questo terreno che esplora Le Nazioni Unite e l’antropologia, curato da Antonino Colajanni, Lia Giancristofaro e Viviana Sacco, pubblicato da CISU nella collana Il sapere e il fare. Il volume analizza come la teoria e la pratica antropologica entrino nei programmi di UNESCO, Banca Mondiale, FAO e IFAD — istituzioni che decidono politiche su diritti umani, sviluppo sostenibile e tutela del patrimonio culturale per miliardi di persone. Un libro che pone una domanda semplice e tutt’altro che scontata: cosa succede quando il sapere antropologico incontra il potere delle istituzioni internazionali?
Antonino Colajanni, Lia Giancristofaro, Viviana Sacco (a cura di), Le Nazioni Unite e l’antropologia. La dimensione culturale nei programmi dell’Unesco, della Banca mondiale, della FAO e dell’IFAD, CISU, 2020, pp. 192, € 20,00.
