29 ottobre: prendersi cura del futuro
Il 29 ottobre le Nazioni Unite celebrano la Giornata Internazionale della Cura e del Supporto — un’occasione per riconoscere il valore del lavoro di cura in tutte le sue forme: quello retribuito e quello invisibile, quello professionale e quello comunitario, quello individuale e quello collettivo. Una ricorrenza che ricorda come le società reggano non solo sull’economia dei mercati, ma su una rete silenziosa di relazioni di cura che spesso non viene contabilizzata né riconosciuta.

Ma cosa succede quando la cura diventa un modello economico alternativo? Quando gruppi di persone decidono di organizzare il lavoro non intorno al profitto ma intorno alla reciprocità, alla solidarietà, al bene comune? È la domanda che Roberto Santoro pone in Prendersi cura del futuro. Storia ed etnografia del lavoro cooperativo nel commercio equo e solidale, pubblicato da CISU nella collana Etnografia dell’Educazione.
Il volume è un’indagine etnografica condotta all’interno di cooperative del Commercio Equo e Solidale a Torino — un viaggio dentro organizzazioni che hanno scelto un modello diverso, dalle radici storiche del mutuo soccorso ottocentesco fino alle sfide contemporanee dell’economia finanziarizzata. Santoro analizza con rigore e senza idealizzazioni le ambivalenze del lavoro cooperativo: i suoi valori, le sue contraddizioni, le sue possibilità di resistenza alle derive del neoliberismo. Un testo che parla di lavoro, ma anche di comunità, di identità, di come si costruisce collettivamente un’idea di futuro.
Nel giorno dedicato alla cura e al supporto, un libro che ricorda come prendersi cura — di sé, degli altri, della comunità — non sia mai un gesto privato. È sempre anche un atto politico.
Roberto Santoro, Prendersi cura del futuro. Storia ed etnografia del lavoro cooperativo nel commercio equo e solidale, CISU, collana Etnografia dell’Educazione, 2015, p. 160, € 14,00.
