RHEAL: religione, guarigione e salute mentale a confronto

Dal 21 al 24 settembre, l’area di Antropologia della Sapienza (Dipartimento di Storia Antropologia Religioni Arte Spettacolo) inaugura il ciclo di incontri di RHEAL – Religion and Healing: Collaborative and Participatory Methodologies, progetto Horizon Europe nell’ambito delle Marie Skłodowska-Curie Actions – Staff Exchanges, coordinato dalla professoressa Emily Pierini. Il progetto mette in rete tredici istituzioni di dieci paesi tra Europa, Africa, Asia e America Latina.
Al centro c’è un’idea semplice quanto spesso trascurata: la cura della salute mentale non passa solo per la biomedicina. Guaritori religiosi e tradizionali, pratiche spirituali, saperi antropologici ed espressioni creative entrano in dialogo con psichiatria e psicologia, nel tentativo di costruire modelli di assistenza più inclusivi e più attenti al vissuto delle persone.
Il programma, “Pathways to healing collaborations between religion and biomedicine: case studies in Tanzania, Indonesia and Italy”, si apre lunedì 21 settembre nell’Aula Romeo del Dipartimento SARAS, alla Facoltà di Lettere e Filosofia. Alle 14 Emily Pierini presenta il progetto RHEAL e il programma MSCA Staff Exchanges; dalle 15 alle 17 la sessione dedicata alla guarigione tradizionale e alla salute mentale in Tanzania vede Thomas Ndaluka, Magolanga Shagembe e Ignasia Mbatta (University of Dar es Salaam) confrontarsi con Lorenzo D’Angelo della Sapienza — lo stesso D’Angelo che dirige per CISU la collana Lignaggi.
Martedì 22, la mattina è dedicata al dialogo tra biomedicina, discipline umanistiche, religione e diritto nelle cure di fine vita, con i componenti del Comitato BRIDGE: Guido Lanzara e Bruno Gregori del Policlinico Luigi Di Liegro, la stessa Pierini, l’avvocato Savino Guglielmi e Maria Angela Falà del Tavolo Interreligioso di Roma. Nel pomeriggio lo sguardo si sposta sull’Indonesia, con Erminia Colucci (Middlesex University) e il team del Centro per la Salute Mentale dell’Universitas Gadjah Mada — Diana Satiyavati, Wulan Nur Jatmika, Adelia Krishna Putri, Bagus Riyono.
Il 23 e il 24 settembre chiudono i lavori con l’Ethnographic Writing Workshop “Weaving the Worlds: Storytelling for Healing“, condotto dall’antropologo Paul Stoller (University of Pennsylvania): due giornate sul ruolo della scrittura etnografica e della narrazione nel comprendere e comunicare le esperienze di cura.
